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Ha viaggiato ieri il primo aereo di linea che utilizza biocarburante.
L’aereo, il Boeing 747 della Virgin Atlantic, è volato senza passeggeri a bordo e con uno dei quattro motori funzionante con combustibile biologico, composto per 20% da olio di cocco e babassu e per il restante da kerosene.
Il percorso è stato di un’ora e mezza, dall’aeroporto londinese di Heathrow ad Amsterdam in Olanda ed è stato intrapreso per trovare una soluzione al problema dell’inquinamento causato dagli idrocarburi, che divide i ricercatori in un forte dibattito.
Infatti, studi recenti hanno confermato che attraverso l’utilizzo del biocarburante (una risorsa rinnovabile perché ricavata dalle biomasse, cioè mais, soia, canna da zucchero, olio di palma) si potrebbero ridurre le emissioni di gas serra.
Però c'è anche chi sostiene, come la Coldiretti, che l’impiego di questo biocombustibile potrebbe essere soltanto la causa dell’aumento della fame nel Terzo Mondo, provocando danni maggiori rispetto a quelli determinati fino ad oggi dagli idrocarburi.
Una soluzione definitiva al problema, secondo alcuni scienziati, potrebbe essere l’attuazione del progetto congiunto del MIT e dell’azienda Green Fuel, l’air-lift reactor, che consente di produrre olio combustibile dalle alghe utilizzando la tecnologia già a nostra disposizione.
La compagnia aerea Virgin, sentendo lamentele, ha precisato che il biocarburante da lei sfruttato non è composto da noci commestibili ma da quelle che vengono adoperate dall’industria cosmetica e della carta.
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