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04
2008
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Il canone Rai anche se la tv non ce l'hai PDF Stampa E-mail
Scritto da Maria Luisa Serra   
domenica 24 febbraio 2008

screenshot232.jpgIl canone di abbonamento RAI, dev'essere pagato non solo da chi guarda la tv, ma anche da chi ne possiede una, o possiede un pc o un videofonino coi quali potrebbe fruire di programmi televisivi.

Pagare il canone Rai, anche se la televisione non si possiede: sembra impossibile, ma è previsto dalla legge. Il regio decreto legge n. 246 del 21 Febbraio 1938 prevede che il canone di abbonamento RAI venga pagato da chi detiene “uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi”. 

Se nel 1938 gli unici apparecchi interessati dalla norma erano le televisioni, oggi la situazione si fa più complessa: videofonini e pc sono apparecchi adattabili alla ricezione di programmi televisivi, infatti, e sono molto diffusi nella popolazione.

Applicando la norma alla lettera la Rai invia il bollettino per effettuare il pagamento di 199, 20 €  anche a chi possiede un pc o un videofonino, aspettandosi che questo venga sottoscritto, pena sanzioni fino a un milione delle vecchie lire. Molti cittadini si sono visti richiedere il pagamento solo perchè possiedono uno di questi apparecchi che però non usano per guardare i canali televisivi, ma per i loro più specifici usi: l’informatica e le telefonate.

Il cosiddetto “canone di abbonamento” è quindi piuttosto una tassa sul possesso di una serie molto ampia di apparecchiature tecnologiche e non un abbonamento a un servizio: chi pensa, liberandosi della tv, di liberarsi anche del canone, si sbaglia.

Sono i Verdi a farsi carico della prima ufficiale richiesta d’intervento all’Authority e al Ministro delle Comunicazioni per mettere chiarezza alla questione, che viene definita “un atto ilegittimo” e “ un’inaccettabile attacco al popolo del web” da Angelo Bonelli. Ma già da tempo alcune associazioni come l'aduc e alcuni siti internet come punto- informatico.it si stanno interessando al problema.
Nei 70 anni passati dopo la nascita della legge n. 246, (che non è superfluo sottolinearlo, è datata 1938 ma è stata anche recentemente confermata dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 284 del 2002), la rivoluzione nel mondo della comunicazione e dei mass media è stata enorme e le varie modifiche non sembrano essere esaustive, ne occorrerebbe una seria e completa revisione.

 
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