| Anche Venere diventa trash |
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| Scritto da Enrico Forti | |
| sabato 02 febbraio 2008 | |
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Già negli anni dieci del xx° secolo gli artisti usano gli scarti della sociètà dei consumi nelle loro opere. Il dadaista Kurt Schwitters, ad esempio, realizza dipinti con biglietti del tram usati, ferri, ingranaggi, rotelle, testimoniando che la vita continua anche in cose non più necessarie. Il francese Pierre Restany, esponente del Nuovo Realismo, pratica l'appropriazione diretta della realtà, che è fatta anche di pattume. Spoeri crea tavole imbandite, da appendere, con piatti sporchi e resti di consumazione, lo stesso Pistoletto circonda Venere, simbolo di bellezza, con stracci per dire a tutti che la moda passa. C'è poi chi fa statue con bottiglie o cartine di caramelle come Enrica Borghi o chi realizza collane con i capelli rimasti nelle spazzole come l'anglo-palestinese Moma Hatoum. L'arte insomma è diventata trash: non da oggi però. E forse, i primi pionieri del riciclo, sono stati proprio loro, gli artisti. Enrico Forti |
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Una Venere circondata da immondizia.